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Dalvin Weekly Update – Le 10 Notizie dal Web che non ti aspetti – #16
Dalvin Weekly Update – Le 10 Notizie dal Web che non ti aspetti – #16

Redazione

Dalvin Weekly Update – Le 10 Notizie dal Web che non ti aspetti – #16

Appuntamento numero 16 per Dalvin Weekly Update: oggi scopriremo la mascherina Smart RGB di Razer, la nuova internet di Tim Berners-Lee, lo sbarco di Starlink in Europa, le memorie indistruttibili di Microsoft, il ritorno a casa di LucasArts, l’intimo che si auto pulisce e dura per settimane ed altre imperdibili notizie dal web!

Photo by Daniel Torobekov from Pexels

1. Il buco dell’ozono da record si è finalmente chiuso

Il gigantesco buco dell’ozono antartico aveva raggiunto un picco di 24,8 milioni di chilometri quadrati il 20 Settembre, coprendo gran parte del continente antartico era considerato un “buco da record”, date le concentrazioni di ozono nella stratosfera ridotte a valori prossimi allo zero.

L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia aveva dichiarato in Aprile come fosse considerato “il buco più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall’inizio del monitoraggio 40 anni fa”.

Oggi per fortuna la situazione sembra essere ben diversa, il buco si è chiuso alla fine di Dicembre “dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera”.

L’ozono è un gas naturale della stratosfera che protegge la vita sul pianeta dalle radiazioni ultraviolette del Sole e il cosiddetto “buco” si forma ogni anno sull’Antartide. La progressiva riduzione del buco dell’ozono sull’Antartide avvenuta nell’ultimo mese è stata rilevata dal monitoraggio atmosferico Copernicus dell’Ue fino alla chiusura registrata il 28 dicembre.

Il buco nell’ozono che ora si è chiuso sopra il Polo Sud era stato provocato da un vortice polare forte, stabile e freddo e da temperature molto fredde nella stratosfera.

“Le ultime due stagioni del buco dell’ozono dimostrano la sua variabilità di anno in anno e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità. Abbiamo bisogno di un’azione internazionale continua per applicare il protocollo di Montreal”.

Oksana Tarasova, Capo della Divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico dell’Omm

Per tutelare lo strato di ozono infatti nel 1987 è stato firmato il Protocollo di Montreal atto a ridurre progressivamente l’uso dei gas che distruggono l’ozono, i cosiddetti clorofluorocarburi (Cfc). Ci vorranno decenni prima che questi gas scompaiano del tutto dall’atmosfera ma senza questo protocollo la situazione sarebbe decisamente peggiore.

2. Niente più aghi e lunghe attese per la diagnosi di anemia

Bosch Hemoglobin Monitor è il nuovo dispositivo presentato dalla sede Indiana di Bosch che permetterà alle persone di sottoporsi allo screening per l’anemia in modo rapido e sicuro, ma soprattutto utilizzando un approccio non invasivo, senza l’utilizzo di aghi o prelievi di sangue.

L’anemia è una condizione derivante dalla ridotta concentrazione di emoglobina nel sangue che colpisce circa 1,6 miliardi di persone e tale soluzione è ideata per poter farne diagnosi rapida ed indolore, soprattutto in regioni periferiche in cui l’accesso alle cure mediche è più complicato. Le persone con un basso numero di emoglobina possono manifestare sintomi come stanchezza generale, debolezza, pelle pallida e persino malattie gravi.

“Bosch ha sviluppato questo metodo non invasivo per l’analisi dell’emoglobina come soluzione innovativa e alternativa ai metodi tradizionali per la diagnosi precoce dell’anemia. Ciò dovrebbe offrire alle persone migliori opzioni di diagnosi anche in condizioni di risorse limitate. L’uso dell’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la gestione dell’anemia, in particolare, nelle strutture di prossimità e più vicine al paziente”

Dattatri Salagame, Presidente e Managing Director di Robert Bosch Engineering e Business Solutions Private Limited (RBEI).

L’apparecchio permette di determinare i valori utili alla diagnosi tramite un semplice lettore di impronte, abbinato alla spettrofotometria a varie lunghezze d’onda, direttamente sulla superficie della pelle. Il sensore ottico misura in modo preciso ed affidabile i segnali della fotopletismografia (PPG), tecnica ottica utilizzata per osservare i cambiamenti di volume nell sangue e nella circolazione periferica, fornendo risultati in appena 30 secondi anche a basse concentrazioni di emoglobina, tramite tecniche di Machine Learning.

Per la diagnosi non sono quindi necessarie ulteriori analisi di laboratorio ed i pazienti riceveranno rapidamente i risultati presso il punto di cura; il dispositivo è utilizzabile direttamente dai sanitari e conserva i dati in maniera completamente anonima al fine di migliorare l’efficienza dell’intelligenza artificiale che sta alla base della tecnologia utilizzata.

3. Razer annuncia la prima mascherina Smart RGB

Razer presenta Project Hazel ovvero il concept di una mascherina smart.

Una mascherina che punta sicuramente alla protezione, ma anche a migliorare le proprie prestazioni grazie a delle novità tech che sicuramente non saranno disponibili nelle altre mascherine.

Perché smart? La tecnologia presente su queste mascherine è tantissima: per cominciare a catturare l’attenzione sono due vistosi elementi circolari RGB, posizionati ai lati della mascherina, sotto di essi troviamo due ventilatori attivi per il filtraggio dell’aria inspirata e della CO2 espirata, i ventilatori sono rimovibili e ricaricabili.

Per migliorare l’esperienza, la mascherina utilizza la tecnologia Razer VoiceAmp che impiega microfoni e amplificatori per far sì che la voce di chi indossa la mascherina non risulti ovattata.

E come le conserviamo? È prevista una custodia che svolge una duplice funzione: ricarica in wireless le batterie dei ventilatori e igienizza i filtri tramite luce UV. Sulla custodia di ricarica sono presenti indicatori del livello di carica; una carica completa permette di utilizzare la mascherina per tutto il giorno

Ricordiamo che si tratta di concept quindi ci sono ancora molte domande a cui non possiamo rispondere, di sicuro aspetteremo nuove news da Razer.

4. Inrupt: Internet prova a reinventarsi secondo la visione di Tim Berners-Lee

Sono trascorsi ben trent’anni da quando l’intuizione dell’informatico Britannico Tim Berners-Lee si concretizzò in ciò che ad oggi tutti noi conosciamo come World Wide Web.

Nel corso di questi decenni, l’evoluzione della rete per molteplici aspetti ha modificato e in parte migliorato la qualità della vita e le abitudini delle persone. Tuttavia uno degli argomenti che desta preoccupazione quando si parla di internet riguarda la gestione dei dati e della privacy. A partire dalla comune necessità di avere un maggiore controllo dei dati personali di utenti e aziende nasce l’innovativo progetto della startup Inrupt, le cui tecnologie rappresentano la componente di una correzione di rotta tanto necessaria per il web, come sostiene lo stesso Berners-Lee di cui è sia C.T.O che co-fondatore.

L’idea alla base è quella di permettere agli utenti di controllare i propri dati all’interno di raccolte chiamate PODS (Personal Online Data Stores), gestite tramite una piattaforma open source chiamata SOLID (Social Linked Data), ovvero un set di strumenti per realizzare applicazioni social decentralizzate che si affidano il più possibile agli standard e ai protocolli web odierni.

Affidarsi ad Inrupt in futuro potrebbe permettere ad esempio di aggirare e impedire il tracciamento di quelle app e servizi che raccolgono i dati al fine di offrire annunci personalizzati. Sarà interessante seguire l’evoluzione di questo ambizioso progetto nel corso dei prossimi mesi!

5. Starlink, l’Europa apre le porte al progetto di SpaceX

SpaceX sta lavorando ad un progetto molto lungimirante che mira a portare la connessione internet virtualmente ovunque grazie ad una costellazione di satelliti che orbitano intorno alla terra.

Anni fa sarebbe sembrato qualcosa di inarrivabile ed oggi invece è la realtà e potenzialmente il futuro delle connessioni a banda larga. Sono in tanti tagliati fuori da internet o che hanno connessioni troppo lente che beneficerebbero di un sistema come questo, per questo motivo Starlink avanza senza sosta.

Si fa strada anche in Europa che ha acceso la luce verde per la fase di testing, il Regno Unito fa da apri pista e già a Dicembre sono stati consegnati i primi kit, che saranno virtualmente venduti a 490€, e che garantiscono una velocità, attualmente, di 85 mbps in download, al costo di circa 90€ al mese. Il prezzo è giustificato dall’tipo di impiego previsto e appunto dalla possibilità di connettersi a internet veloce in zone altrimenti tagliate fuori.

Anche da Germania, Francia e Grecia arrivano segnali incoraggianti anche se attualmente non ci sono informazioni specifiche in merito a test pubblici come quelli effettuati nel Regno Unito, questi paesi hanno però dato il via libera a Starlink per la realizzazione di tre impianti di terra, primo passo per futuri test.

Insomma Elon Musk vuole conquistare l’Europa, che dal canto suo si sta mobilitando per trovarne una controparte interna, anche se il progetto è attualmente in alto mare. Insomma sembra che il futuro delle nostre connessioni è nascosto tra le stelle insieme ai misteri dello spazio.

6. Sony Entra Ufficialmente nel Mondo dei Droni

Al CES 2021 di Las Vegas Sony ha presentato il suo nuovo drone Airpeak.

Sony afferma che questo nuovo drone viene considerato il più piccolo in grado di trasportare una mirrorless Sony Alpha; chiaramente quindi è un drone destinato al mercato professionale.

Airpeak non è solo il nome di questo nuovo prodotto, infatti sarà la nuova linea di droni di Sony. Finalmente quindi Sony si è decisa a fare questo grande passo verso il mercato dei droni che sta prendendo sempre più piede.

Al momento il mercato consumer è dominato da DJI, chissà quindi se Sony integrerà diversi droni di varie fasce di prezzo per fare la guerra a DJI.

Purtroppo non sono state rilasciate delle specifiche tecniche ma vedendolo in azione possiamo notare una struttura retrattile che viene estesa al momento dell’atterraggio per proteggere la fotocamera. Una volta che il drone decolla e che ha raggiunto un’altezza di sicurezza questi piedi vengono ritratti.

Al momento si sconosce anche il prezzo ma dovrebbe essere immesso nel mercato nella primavera 2021.

7. Grazie a Microsoft potrai conservare i tuoi backup per sempre

Microsoft con il Project Silica mira a risolvere, in maniera relativamente economica, un enorme problema della società digitale: l’archiviazione a lungo termine di enormi quantità di dati.

Oggi la maggior parte del “term storage” è conservato negli hard disk meccanici magnetici che hanno sicuramente un costo per GB inferiore alle memorie SSD, ma vanno sostituiti dopo alcuni anni. In ogni caso è necessario ogni caso ad intervalli più o meno lunghi copiare i dati su nuovi supporti.

Ma Microsoft pare che abbia trovato il modo come rendere i propri dati al sicuro e senza nessuna preoccupazione.

Si chiama Project Silica e si basa su laser a femtosecondi per memorizzare i dati in una lastra di vetro. Come prova del concept test per Project Silica, Microsoft ha collaborato con la Warner Bros.per memorizzare il film Superman del 1978 su un pezzo di questo vetro, che misura 75 x 75 mm ed è spesso solo 2 mm. Ha le dimensioni di un sottobicchiere.

Il filmato viene memorizzato codificando i dati con un laser a infrarossi e creando “strati di reticoli tridimensionali su nanoscala e deformazioni a varie profondità e angoli”. La lettura dei dati dal vetro richiede algoritmi di apprendimento automatico in grado di decodificare “immagini e schemi che vengono creati quando la luce polarizzata splende attraverso il vetro”. Quindi, a differenza dei supporti di archiviazione progettati per funzionare con computer desktop e dispositivi mobili, Project Silica funziona con le risorse offerte dal cloud.

Sembra complicato, ma il lato positivo è quanto sia robusto questo supporto di memorizzazione scrivibile una sola volta. Microsoft afferma che il vetro può essere bollito in acqua, cotto a 500 gradi in un forno, fatto saltare in un microonde e smagnetizzato, ma i dati che contiene sopravviveranno. La vita è anche incredibilmente lunga e misurata in migliaia di anni.

8. LucasArts è tornata a casa

Splendide notizie per tutti i fan nostalgici e affezionati ai capolavori “punta e clicca” realizzati dalla LucasArts negli anni 80/90, che con le proprie brillanti avventure tra cui Grim Fandango e Monkey Island e personaggi come Guybrush Threepwood e Manny Calavera hanno saputo appassionare e coinvolgere intere generazioni.

La software house fu fondata da George Lucas nel 1982 con il nome LucasFilm Games con l’obbiettivo di raggiungere nuovi orizzonti di intrattenimento, collaborando con simbolici brand del periodo quali Atari e Activision per produrre videogiochi.

Dal 1990 in seguito ad una riorganizzazione delle compagnie Lucas, la divisione videogiochi entrò a far parte della LucasArts Entertainment Company insieme alla Industrial Light & Magic e alla Skywalker Sound che in seguito si consolidarono all’interno di Lucas Digital Ltd;
rendendo di fatto LucasArts il nome ufficiale della divisione videogiochi.

Dopo un periodo di inattività durato quasi dieci anni arriva la notizia che la Lucasfilm Games è di nuovo tra noi. L’annucio fa interndere che il ritorno nel settore dei videogiochi
è fortemente tenuto in considerazione da Disney, la quale ha deciso di riprendere il nome originale riassociando nello stesso brand le parole “Lucasfilm” e “Games”.

L’annucio inoltre è stato accompagnato da una raccolta di clip focalizzate sui titoli legati a Star Wars prodotti dalla LucasArts (incorporata alla Disney dal 2012), che adesso appariranno sotto lunica etichetta Lucas Film Games.

Non vediamo l’ora di scoprire tutte le novità che questa storica compagnia ci riserva per il futuro.

9. Rust, il titolo del momento manterrà il suo scettro anche su console?

Nelle ultime settimane abbiamo visto posizionarsi Rust ai primi posti di qualsiasi classifica, oltre 100,000 giocatori in contemporanea su Steam, balzato in prima pagina su Twitch con milioni di ore di stream viste, il tutto grazie a un’abile mossa di mercato, alcuni nomi famosi della piattaforma di Amazon, come qXc, hanno creato un server privato (Twitchland) dando l’accesso agli streamer più seguti, creando così una reazione a catena che ha portato streamer di diverse nazionalità a seguire a ruota.

Il titolo è molto intrigante e prevede un importante componente PvE non semplice da portare avanti, perché trovarsi nudi su un’isola deserta senza nulla e dove cacciare famelici lupi e orsi aggressivi a volte può rivelarsi fatale e frustrante, ma l’aspetto che piace a molti e la variante PvP ovvero coalizzarsi con altri giocatori per migliorare la propria base e le proprie armi per Raidare le altre squadre ed avere quindi non solo il dominio totale ma anche qualche speranza di sopravvivere al freddo e alla fame.

Anche in Italia Rust è volato in vetta battendo Escape from Tarkov nonostante l’evento drop attivo, dal 2018 il titolo non aveva mai visto questi numeri ma detenendo comunque una fan base molto nutrita, gli sviluppatori dal 7 Gennaio hanno inoltre attivato un evento di drop su Rust che ha attirato molti nuovi player, insomma nei prossimi mesi vedremo se l’hype in stile Among Us continuerà o se è solo di un fuoco di paglia e il gioco della Double Even finirà con l’arrugginirsi letteralmente.

Intanto ci arriva una nota ufficiale della casa di produzione che annuncia di essere stata comunque colpita dalla pandemia in corso e di essere costretta a rimandare al 2022 l’uscita del gioco su console, che sarà disponibile su Play Station 4 e Xbox One S/X e grazie alla retrocompatibilità anche sulle nuovo PlayStation 5 e Xbox Series S/X.

Chissà se questo ritardo segnerà un drastico calo di potenziali giocatori o se questo fermento continuerà fino all’uscita del titolo anche su console. Nell’attesa armatevi di piccone e tanta pazienza e iniziate a creare il vostro rifugio perfetto, ma solo su PC, per ora.

10. Ecco l’intimo che resta fresco per settimane!

La startup danese Organic Basics inventa la biancheria progettata per rimanere fresca per settimane. Mads Fibiger, CEO di Organic Basics ha affermato di aver raggiunto questa soluzione trattando i capi con “Polygiene“, un prodotto che utilizza cloruro d’argento per uccidere i batteri che causano i cattivi odori.

L’argento è da sempre usato come antimicrobiotico in grado di uccidere fino al 99% dei batteri responsabili dei cattivi odori. Organic Basics ha sottolineato l’importanza che questa nuova tecnologia può apportare in termini di risparmio energetico e di rispetto nei confronti dell’ambiente, considerando che questa biancheria andrebbe in lavatrice meno spesso delle concorenti.

Tuttavia uccidere i batteri non sembra essere sinonimo di autopulizia: anche senza cattivi odori, dopo diversi giorni di utilizzo, la biancheria intima potrebbe essere ricoperta di sudore e cellule morte.

Alcuni gioirnalisti hanno affermato di poter avvertire un aroma non proprio fresco dopo solo due giorni di utilizzo. Nonostante la differenza di opinione si direbbe che la biancheria intima sia tuttavia molto comoda da indossare.

E’ realizzata con un filo di poliestere rivestito di argento quindi è anche molto resitente.
come spesso accade l’ecosostenibilità non è alla portata di tutti, infatti il posizionamento del prodotto e piu che in fascia alta insomma un underwear puntato agli uomini e donne di successo che non devono chiedere mai “dov’è la toilet?

Alla prossima settimana!

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