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Dalvin Weekly Update – Le 10 Notizie dal Web che non ti aspetti – #19.
Dalvin Weekly Update – Le 10 Notizie dal Web che non ti aspetti – #19.

Redazione

Dalvin Weekly Update – Le 10 Notizie dal Web che non ti aspetti – #19

Puntata 19 per Dalvin Weekly Update: oggi scopriremo il perché delle dimissioni del CEO di Amazon, le scarpe Nike che si allacciano da sole, la missione di Nokia per il 4G sulla Luna, la natura multietnica dell’uomo, la casa Green Made in Italy che si costruisce in sole 6 ore ed altre imperdibili notizie dal web!

Photo by Jess Vide from Pexels

1. Jeff Bezos lascia Amazon

Andy Jassy di AWS passerà al comando nel terzo trimestre.

Nel terzo trimestre di quest’anno, Jeff Bezos si dimetterà dalla carica di CEO di Amazon, diventando presidente esecutivo della società che ha concepito 27 anni fa mentre era in viaggio in auto verso Seattle. Prenderà il timone Andy Jassy al suo fianco da molto tempo, che si è fatto un nome come capo della divisione cloud di Amazon, AWS che è in rapida crescita.

“Amazon è quello che è a causa dell’invenzione. Facciamo cose pazze insieme e poi le rendiamo normali. Abbiamo aperto la strada a recensioni dei clienti, one-click, consigli personalizzati, spedizione incredibilmente veloce di Prime, acquisti Just Walk Out, Climate Pledge, Kindle, Alexa, mercato, cloud computing infrastrutturale, Career Choice e molto altro ancora. Se lo fai bene, pochi anni dopo un’invenzione sorprendente, la novità è diventata normale. La gente sbadiglia. Quello sbadiglio è il più grande complimento che un inventore possa ricevere. Quando guardi i nostri risultati finanziari, ciò che stai effettivamente vedendo sono i risultati cumulativi a lungo termine dell’invenzione. In questo momento vedo Amazon nella sua forma più creativa in assoluto, il che lo rende un momento ottimale per questa transizione”.

Jeff Bezos

In un’e-mail ai dipendenti di Amazon che annunciavano la notizia, Bezos ha affermato che dedicherà più tempo a concentrarsi su nuovi prodotti e nuove iniziative.

“In qualità di Presidente Esecutivo rimarrò impegnato in importanti iniziative di Amazon, ma avrò anche il tempo e l’energia di cui ho bisogno per concentrarmi sul Day 1 Fund, il Bezos Earth Fund, Blue Origin, The Washington Post e altre mie passioni”, ha scritto. “Non ho mai avuto più energia e non si tratta di andare in pensione. Sono molto appassionato dell’impatto che penso che queste organizzazioni possano avere“.

Jeff Bezos

2. Le scarpe Nike del futuro

Dopo alcuni modelli di scarpe autoallaccianti che hanno preso spunto dal film “Ritorno al Futuro” Nike ha presentato un nuovo modello; stiamo parlando delle Nike Go Flyease, delle scarpe che possono essere indossate e tolte senza utilizzare le mani.

Bene o male tutti noi subito dopo aver acquistato un paio di scarpe facciamo molta attenzione a non rovinarle ma basta poco tempo per iniziare a prestare poca attenzione lasciandole allacciate per poi toglierle con forza. In questo modo le scarpe si rovinano più velocemente, ed è proprio da qui che Nike ha preso l’idea.

Le Go Flyease quindi vanno indossate e tolte come se fossero delle pantofole senza rischiare di compromettere la loro struttura. Sono effettivamente composte da due parti, una anteriore ed un guscio posteriore.

Quando non sono in uso sono inarcuate in modo da poter inserire comodamente il piede, basterà poi schiacciare con il tallone per far rientrare la struttura nel guscio posteriore.
Per toglierle invece bisogna schiacciare il guscio posteriore con la punta dell’altro piede, e quindi sollevando il piede da sfilare apriremo comodamente la scarpa.

Ufficialmente queste scarpe sono nate anche per andare incontro alle esigenze dell’igiene ai tempi del Covid-19. Permettendo quindi di non toccare le scarpe. Di certo però anche i più pigri saranno allettati dall’acquisto di questo modello a prescindere dal Covid-19.

Il prezzo di listino è di circa 100€ ed usciranno in edizione limitata il 15 febbraio 2021.

3. Misurazione del battito cardiaco e del ritmo respiratorio con la fotocamera

Google ha annunciato che sulla sua applicazione Fit sarà possibile misurare il battito cardiaco ed il ritmo della respirazione semplicemente utilizzando la fotocamera del proprio smartphone.
Questa funzionalità sarà rilasciata questo mese dapprima solo per gli smartphone di Google ovvero i Pixel. Successivamente nei prossimi mesi Google pianifica di rilasciare questa funzionalità anche per gli smartphone potenzialmente compatibili, a partire da Android 6.

Google presenta questa funzione come uno strumento da utilizzare per il benessere digitale, e quindi non lo propone come un dispositivo medico. In ogni caso prima di rilasciarla anche per gli altri smartphone si vuole assicurare che le misurazioni siano accurate anche sugli smartphone non Pixel.

Per monitorare il battito cardiaco bisognerà semplicemente appoggiare il proprio dito sulla fotocamera posteriore che rileverà anche i piccoli cambiamenti di colore della pelle per indicare quanto sia ossigenato il sangue; il margine di errore dichiarato è del 2%.
Google sta anche progettando di estendere questo tipo di analisi al volto, ma ancora sono solo in una fase esplorativa.

E’ anche possibile monitorare il respiro e per farlo bisognerà inquadrare il proprio volto ed il petto con la fotocamera frontale. Lo smartphone analizzerà quindi i movimenti del petto ogni volta che si respira. Il margine di errore di questa analisi è solamente di 1 respiro al minuto.


E’ un progetto molto interessante ed a quanto pare è pronto al lancio. Speriamo quindi di vederlo sulla maggior parte degli smartphone nei prossimi mesi.

4. Riscriviamo la storia: Le Origini dell’uomo

Fino ad oggi tra la comunità scientifica era opinione comune pensare che l’origine dell’uomo fosse da attribuire alla misteriosa nascita di una tribù formatasi circostanze non chiare, in una zona non precisata del continente africano e che solo con il trascorrere dei millenni, i nostri antenati ominidi sono riusciti a colonizzare ogni zona del nostro pianeta prendendo le sembianze sempre più vicine alle nostre.

Solo di recente, un team di scienziati e ricercatori è riuscito a riscrivere la storia della nascita della nostra specie, portando alla luce prove che dimostrano che in realtà l’origine dell’uomo è multietnica, formatasi appunto dall’unione e l’incrocio di DNA di diverse specie di ominidi, divisi in tribù, sparse in tutto il continente africano.

6. La casa green, tutta Made in Italy

L’architetto italiano Renato Vidal è riuscito a pensare e realizzare, con la collaborazione della M.A.DI (acronimo di modulo operativo dispiegabile) ed Arealegno, un modello unico di casa studiato per rispondere alle esigenze ambientali, economiche e temporali (tempo di costruzione dell’edificio) per il nostro bel paese.

Infatti queste abitazioni sono state pensate per resistere a terremoti di forti entità e a venti che superano i 400 Km/h; i tempi di costruzione non superano le 6 ore ed è trasportabile.

La casa sarà 100% green perche non necessita di fondazioni riuscendo ad entrare così in sinergia con l’ambiente circostante, sarà possibile inoltre poter impiantare pannelli solari per una completa autonomia energetica.

Ancora da sistemare qualche problema burocratico in quanto la struttura del tetto non è conforme alle abitazioni del bel paese.

7. Vodafone dice addio al 3G: dismissione totale entro fine Febbraio

Vodafone ha annunciato di voler dismettere le reti 3G e che i lavori sarebbero cominciati a novembre, poi posticipati a gennaio.

I lavori sono quindi cominciati il 25 gennaio e se rispetteranno la tabella di marcia la fine prevista sarà per la fine di febbraio, avverranno in maniera graduale e saranno divisi in 5 fasi.

La dismissione della rete 3G permetterà di liberare frequenze e energia elettrica a favore della rete 4G. Vodafone ricorda che la dismissione della rete 3G non influirà sull’utilizzo dei devices e dei servizi in 2G e 4G.

I dispositivi connessi attraverso tecnologia 3G e quindi non abilitati al 4G potranno continuare ad effettuare chiamate e inviare SMS, ma potrebbero riscontrare dei rallentamenti della navigazione Internet. Vodafone mette a disposizione delle offerte speciali dedicate a tutti i clienti che intendono sostituire i propri telefoni non ancora abilitati al 4G o che non permettono di navigare su Internet durante le chiamate.

8. La NASA vuole portare il 4G sulla Luna

E vuole farlo con Nokia

La NASA ha affidato alla Nokia Bell Labs lo sviluppo e la costruzione di una rete 4g, ultraleggera, resistente e compatta adatta al suolo lunare.

Che la NASA, tassello dopo tassello, si stia avvicinando al suo progetto di colonizzazione della Luna è risaputo, per ottenere questo però sono necessarie anche delle infrastrutture di supporto per rendere queste future basi umane sul nostro satellite il più efficienti possibili.

La rete 4G pensata dalla NASA è stata affidata nello sviluppo e realizzazione a Nokia, in particolare ai Nokia Bell Labs, questa notizia può sembrare visionaria ma nei piani della NASA c’è molto di più, raggiungere Marte, e questa rete fa parte di quel grande mosaico che pezzo dopo pezzo si sta componendo. La data di consegna prevista è per il 2022.

Leggera, compatta e adatta a resistere al clima, queste sono le caratteristiche necessarie per la NASA.

E’ evidente che la rete sul suolo lunare dovrà avere precise caratteristiche tecniche in quanto le esigenze sul suolo lunare sono ovviamente diverse rispetto a quelle terrestri.

E quindi la NASA ha delineato che il suo progetto dovrà essere ultracompatto, leggero, a basso consumo energetico e soprattutto capace di resistere al clima lunare: l’assenza di atmosfera sarà una delle maggiori sfide da considerare, ma Nokia è pronta ad accettare l’incarico, lo hanno confermato anche le parole rassicuranti del presidente della Nokia Bell Labs, Marcus Weldon.

Inoltre, il progetto della rete è pensato per essere comodo da trasportare, con apparecchi leggeri e robusti allo stesso tempo per essere resistenti sia al lancio che all’allunaggio.

Ogni singola parte è strutturata secondo i criteri imposti dalla NASA nell’ambito del progetto Artemis. L’obiettivo è creare una serie di basi sul nostro satellite per punta, entro dieci anni, a sbarcare su Marte.

9. Google Stadia 2.0

Cambio di rotta per quanto riguarda il modello di business di Google Stadia, avvenuto in seguito ad opportune analisi e probabilmente alla necessità di adattarsi al mercato in cui servizi in cloud come Nvidia Geforce Now e Microsoft xCloud acquisiscono sempre più rilevanza.

Google ha quindi deciso di effettuare una radicale riorganizzazione nei confronti del progetto Stadia, chiudendo di fatto i team interni di Montreal e Los Angeles composti da circa 150 sviluppatori, che in precedenza si occupavano di sviluppare le applicazioni first party esclusive, per poi ricollocare la propria forza lavoro in altri settori ancora da definire ma comunque interni all’azienda stessa.

La principale conseguenza di questa decisione è che la piattaforma non si affiderà più a queste produzioni in esclusiva, infatti tutti i giochi in sviluppo previsti per il 2021 verranno cancellati, ma continuerà a svolgere il proprio servizio in cloud in cui gli utenti potranno fruire regolarmente di tutti i titoli third party presenti sul catalogo. Nonostante ciò Google riserva la possibilità di sfruttare la tecnologia a sviluppatori e publisher third party anche per eventuali accordi di partnership.

10. The Medium ha fatto recuperare i costi di produzione in pochi giorni

Bloober Team ci fa sapere che in pochi giorni sono già stati recuperati i costi di produzione del loro ultimo horror psicologico, The Medium, che tra PC e Xbox ha già raggiunto molti giocatori, vedremo se questo trend sarà in continua crescita.

In un intervista con la testata polacca Money.pl infatti si denota come lo studio di sviluppo ha già recuperato sia i costi di produzione che di marketing, questo significa che da ora in avanti tutti gli introiti saranno da considerarsi puro profitto, ottimo lavoro.

E questa è una vittoria per l’azienda considerando che il titolo è uscito ancora solo per PC e Xbox Series S/X. The Medium è l’esempio perfetto della potenza del Game Pass, in grado di portare a un ampio pubblico anche un titolo come quello di Bloober Team, dando modo di provarlo anche a chi è in cerca di nuove esperienze.

Il Game Pass di Xbox ha raggiunto 15 milioni di iscritti, e con l’arrivo di EA sulla piattaforma e l’arrivo del cloud streaming senza costi aggiuntivi, ci aspettiamo che questi numeri crescano esponenzialmente.

Noi di Dalvin abbiamo modo di provare il titolo portandolo in Live su Twitch, qui potrete trovare il VOD della prima parte, continuate a seguirci se volete scoprire i segreti di The Medium live insime a noi.

Alla prossima settimana!

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